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sabato 4 luglio 2015

Junk Food, soft drink eliminiamoli dalla nostra alimentazione!

Ciao amici,
oggi, con questo articolo voglio esplicitamente invitarvi a seguire questi consigli al fine di migliorare  il vostro stato di salute generale legato all'allimentazione con conseguenti benefici riscontrabili nel breve termine.

Con questo articolo analizzeremo le motivazioni per le quali dobbiamo eliminare o limitarne l'utilizzo allo stretto necessario di alimenti definiti Junk Food, anche se a mio parere il consumo di Junk Food (cibo spazzatura) non è mai motivato da concrete necessità.



Negli ultimi 5 anni, la diffusione dei distributori automatici si è quadruplicata, per non parlare dell'apertura dei vari Snack Point sparsi su tutto il territorio.
Point diventati quasi una moda che contribuisce all'aunmento indiscriminato del consumo di cibo spazzatura, in netto contrasto con tutti i principi di una sana alimentazione.
Uno dei fattori principali di questa espansione è anzitutto il minor costo dei prodotto dato dai minori costi di gestione del Point rispetto ad un tradizionale bar, poi la vasta scelta di prodotti ed in ultimo l' automatizzazione della distribuzione che in qualche modo piace a ragazzi, adolescenti e perchè no adulti!

In questo articolo farò riferimento Soft Drink che occupano un ruolo fondamentale nella categoria del Junk Food, bibite che occupano il 70% degli spazi dei distributori automatici e sono ormai la bevanda in assoluto più utilizzata da ragazzi ed adolescenti.





Soft Drink, bevande analcoliche zuccherate delle quali per alcune vi è  anche poca chierazza nella loro formulazione, alimento nel mirino delle organizzaioni impegnate alla lotta contro l'obesità in quanto ritenuta una delle concause responsabili nell'espansione della malattia.
Inoltre a queste bevande, importanti studi e ricerche, hanno attribuito a loro anche la responsabilità di causare una sorta di dipendenza che incrementa progressivamente l'assunzione in termini le quantità è i tempi.

Logica attendibile se guardiamo gli interessi economici delle aziende produttrici soprattutto a livello multinazionale.

Il termine di paragone utilizzato anche in diverse campagne anti-obesità, per capire la poca salubrità di queste bevande è lo zucchero, affermando che 2 lattine da 33 cl contengono un quantitativo di zucchero pari a circa "45 bustine" di zucchero e che una semplice equazione porta il risultato a "200 bustine" se si considera una bottiglia da 1,5 Lt.



Quante volte a tavola la domenica, o in pizzeria piuttosto che in qualche altro locale fine alla ristorazione i nostri figli, ma a volte anche noi stessi, accompagniamo i pasti con queste bevande assumendole in dosi considerate senza alcun controllo o autocontrollo?

TANTISSIME!!!

In alcuni stati europei, come ad esempio in Francia, hanno adottato una sorta di tassa sulle sulle bevande zuccherate al fine di contrastare l'obesità, una tassa che fa lievitare il costo al consumatore, che considerato il margine irrisorio di benefici ne crea, ma come tutte le cose solo alle casse dello Stato, in quanto in base al consumo si contano oltre 100 milioni di €. che piovono dal cielo incassati dallo stesso stato con l'appoggio delle varie Istituzioni a livello mondiale.

Lotta contro l'obesità o Business??

Iniziativa alquanto intelligente quella intrapresa in Italia, lanciata da Coldiretti ed alcune amministrazioni locali che hanno proposto di sostituire snack e drink nei distributori automatici con succhi di frutta e frutta fresca.



A mio parere è un'ottima iniziativa, più facile per i succhi di frutta che comunque sono già presenti negli stessi, ma con qualche piccolo problema legato alla conservazione per la frutta fresca, che in quanto fresca come dice il termine stesso, dovrebbe essere sostituita quotidianamente e soprattutto non dovrebbe essere trattata con sostanze varie fine alla conservazione dell'alimento, altrimenti cadremmo dalla padella alla brace.

Sarebbe poco all'avanguardia ma molto salutare trovare un modo per mangiare frutta fresca (meglio se derivante da coltivazione  biologica) durante la giornata ovunque ci si trovi, attrezzandosi in modo da portarsela da casa o rientrare per lo spuntino, questo specialmente per adolescenti e ragazzi che nella maggiorparte dei casi non sono legati ad impegni che non gli consentono questo tipo di gestione.




Io personalmente, non sono mai entrato negli Snack Point, se non per prendere acqua in bottiglia, grazie all'ormai irreperibilità di fontane fontana pubblica destinate ad erogare acqua potabile,  mai ci entrerò per acquistare altro.
Faccio la media di 4/5 snack di frutta fresca di stagione al giorno, mi attrezzo anche a lavoro con borsa termica e refrigerante in modo da tenerla sempre ad una temperatura adeguata, naturalmente le quantità sono legate alla mia alimentazione personale in virtù del fabbisogno calorico giornaliero.

Dopo questa piccola parantesi personale torniamo al tema principale, molte persone placano i loro sensi di colpa e tentano di non peggiorare la situazione  optando per quelle bevande con edulcoranti o prive di zuccheri come le varie proposte Light.




Analizzando gli studi effettuati da note associazioni a livello mondiale, soprattutto di origine statunitense, possiamo evincere come le stesse bibite Light, che contengono dolcificanti di varia natura compreso aspartame, alzino i livelli di glicemia nel sangue più velocemente del tradizionale zucchero.
Teoricamente questo potrebbe incidere sull'aumento dei casi di diabete priettato nel tempo.
Un'altro dato rilevato da uno studio eseguito su oltre 450 individui, abituali bevitori di bibite light, ha dimostrato come gli stessi, rispetto ad altri bevitori sporadici e saltuari di bevande light, riscontrino una crescita superiore di oltre il 65% sul girovita.


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Per concludere in merito all'effetto dei dolcificanti ipocalorici è dimostrato come, sebbene gli stesse siano privi di calorie, le conseguenze derivanti  rimangono, ed è un dato di fatto che i dolcificanti artificiali aumentano il senso di fame a discapito di qualsiasi piano dimagrante e dieta.
Il senso di fame si innesca nel momento in cui si immettono gli zuccheri artificiali nell'organismo, quindi, di conseguenza l'ipotalamo riceve un segnale di assunzione di zuccheri, attivando tutto il meccanismo finalizzato al reperimento degli stessi zuccheri, che, essendo "fasulli", non soddisfano l'organismo e la contestuale metabolizzaione per il quale lo stesso si era preparato.

Sono certo che il messaggio arrivi a molti di voi, ed il risultato conseguente è un taglio drastico al consumo di "Soft Drink" 



Ringraziandovi per il tempo dedicato alla lettura di questa recensione rinnovo l'appuntamento alla prossima review.




http://www.fitnesswsb.com/news/proteina-costruiamo-il-nostro-corpo-con-vitamaker-e-iso-by-4/




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